Mondellolido News

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Mondellano DOC

Dà il nuovo volto – e non solo – al giovane Mimì Augello, ma tifa rosa-nero da sempre



Alcune immagini tratte dalla fiction Il giovane Montalbano, ph. Fabrizio Di Giulio.

Baffetto da sparviero e sguardo intenso. Come si addice ai tombeur de femmes. Come si addice al personaggio del giovane Mimì Augello, così dipinto dalla penna di Camilleri. “Be’, è un requisito del maschio siculo, ma… no, io non lo sono! (devo dirlo, altrimenti la mia ragazza mi ammazza!)”, si schermisce Alessio Vassallo, attore palermitano che ha trovato proprio nel ruolo la consacrazione definitiva al successo.
Più che palermitano, in effetti, Vassallo è un mondellano DOC, visto che dall’età di 14 anni – e fino al suo trasferimento nella Capitale – ha abitato proprio nel borgo dei pescatori. Borgo che ha lasciato otto anni fa quando ha capito cosa voleva fare da grande.

“In effetti non si è mai trattato di uno di quei sogni che si fanno fin da bambini. Al contrario, è stato un amore improvviso. Per la verità avrei voluto fare da sempre il carabiniere, proprio l’Accademia. Poi, a 18 anni, l’incontro inatteso con un attore e la scuola di teatro come cura alla mia timidezza. E lì, su quel palcoscenico, ho capito che recitare mi rendeva felice, ma davvero felice! Così l’idea di fare un tentativo, con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” – tra le più prestigiose d’Italia -, la prima sorpresa di essere ammessi tra i primi venti del corso, e l’orgoglio di essere notato da Ronconi… insomma, più andavo avanti e più sentivo che quella era la strada giusta”.

Quando hai capito che potevi farcela davvero?

“Al provino per La Vita Rubata, ad essere sincero, anche se ho partecipato a quel casting più per esperienza che per altro. Pensavo ‘figurati se prendono me…’ e così, dopo aver presentato il mio pezzo, ero già pronto per andarmene quando mi si avvicina Beppe Fiorello e mi dice ‘aspetta, non te ne andare’. Quando ho saputo che mi era stato assegnato il ruolo di Pietro Campagna credo di avere provato una delle emozioni più intense di tutta la mia vita”.

Quindi il ruolo del braccio destro del giovane Montalbano…

“No. Di cose prima e nel mezzo ce ne sono state tantissime. A cominciare dalle fiction Agrodolce che trovo incredibile abbiano sospeso (ci sono tutti i set e le apparecchiature e i tecnici… c’è tutto che attende!) e Capri, fino a Viola di Mare con Isabella Ragonese per il grande schermo, tornando poi in tv con Squadra Antimafia. In otto anni di lavoro di cose ne ho fatte, e tutte con estrema soddisfazione. Certo, lavorare per la serie Montalbano è stato straordinario: stiamo parlando della fiction che è IL successo della Rai, è la fiction più vista in Italia ma soprattutto il programma RAI più venduto all’estero”.

Vista la complessità del personaggio, così come magistralmente disegnato dal suo autore, cosa hai trovato di maggiormente difficoltoso nell’interpretarlo?

“Grazie alla guida del regista, Gianluca Tavarelli, credo di essere riuscito a dare al personaggio quelle doti che lo hanno reso così tanto particolare. Certo, è una figura brillante, molto affascinante, ma è anche un bravo poliziotto, una figura “forte”. Insomma, tra il giovane Montalbano e il giovane Augello all’inizio c’è il rischio di qualche scintilla, ma entrambi, da persone intelligenti, capiscono quale percorso intraprendere. Un ruolo piuttosto sfaccettato… e Tavarelli è riuscito a tirare fuori aspetti di me che neanche io conoscevo, così da poter offrire alla storia il “mio” Augello!”.

Tornando a Palermo, a Mondello per essere precisi, cosa ti manca di più del lido visto che per lavoro ti sei trasferito a Roma?

“A Palermo ci torno spesso… sono un supertifoso: del rosanero non posso fare a meno! Così mi posso sempre godere le mie passeggiate sul lungomare, soprattutto quelle che preferisco, in quel periodo compreso tra gli ultimi giorni d’inverno e l’inizio della primavera. Mondello è magnifica quando c’è poca gente… Devo dire che la trovo molto più bella da quando hanno tolto le cabine, anzi… le eliminerei del tutto: credo che la gente voglia la cabina così da poter avere un pezzo di casa in spiaggia, ma bisogna poter far vedere a tutti quanto è bello il golfo di Mondello!”.

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