Mondellolido News

Mondellolido News


Fantasy in salsa palermitana

Dal Signore degli Anelli a Harry Potter, passando per i romanzi di Isaac Asimov: il fantasy è un genere fortunato, che non conosce limiti di età, che va bene per tutti i lettori – purché abbiano voglia di lasciarsi trasportare in un altro tempo, in un altro luogo. Ed è anche un genere che piace tantissimo alle scrittrici siciliane.

Da quando, a partire dal 1997, l’inglese Joanne K. Rowling ha ideato, con Harry Potter, la più fortunata saga fantasy contemporanea, le peripezie di Harry, protagonista fino a oggi di sette romanzi e sei pellicole, hanno reso popolarissima fra noi «babbani» (esseri umani privi di poteri magici) la Scuola di Magia di Hogwarts. Un “effetto collaterale” della sua fortuna editoriale è stato il nuovo interesse per il fantasy che ha permesso a molte case editrici di reinvestire sul genere, cercando nuovi talenti. Prova ne è l’esordio della scrittrice palermitana Egle Rizzo, una delle prime esponenti del fantasy italiano ad arrivare in libreria grazie a Dario Flaccovio Editore, che continua a sorprendere i lettori presentando con continuità romanzi fantasy di ottima fattura e spessore. Era il 2003, e Valerio Evangelisti salutava il romanzo d’esordio della Rizzo, Ethlinn la Dea Nascosta, come “un’opera complessa e intrigante, capace di trasportare il fantasy italiano verso la maturità”. “Il mondo dell’immaginario ha sempre avuto un grande fascino su di me – dichiara Egle – Sono passata dalle fiabe al fantasy en alla fantascienza senza soluzione di continuità, sia come lettrice che come scrittrice. In più casa mia è piena dei quadri di mia madre (Maria Cristina Sirchia, ndr) che sono come finestre aperte su altri mondi. La copertina del mio primo libro, è tratta da una delle sue tele. Scrivere un fantasy – continua la Rizzo – ti permette di avere pieno dominio sull’universo che crei, e questa è una delle cose che più mi piace nella scrittura. Asimov è stato l’autore che mi ha ispirato. È un autore di fantascienza, ma la sua attenzione alle dinamiche sociali e alle sfumature di grigio dei vari personaggi è per me un caposaldo. Altre fonti di ispirazione sono Marion Zimmer Bradley e Ann McCaffrey. Scrivo per chi fa tante domande. I miei romanzi sono basati su dialoghi, ragionamenti e intrighi, quindi i miei lettori devono aspettarsi più sofismi che sbudellamenti, ma sto cercando di dare spazio anche a scene di guerra e duelli, per un maggiore equilibrio nelle mie opere”. Egle Rizzo ha successivamente pubblicato Il Viaggio di Aelin (2005) e la saga Il volto della duplice luna (2008, 2009), tutti editi da Dario Flaccovio Editore.

Ethlinn la Dea Nascosta, Egle Rizzo
Ethlinn la Dea Nascosta
Egle Rizzo

Ethlinn la Dea Nascosta

Egle RizzoL’isola al centro del Lago di Wyriant era chiamata Isola degli Dei e bianchi erano i suoi templi, bianche le tuniche dei sacerdoti che la popolavano. Cinquecento re avevano governato sulle terre di Wyriant e adesso riposavano nei loro sepolcri, nell’isola dei morti; cinquecento monarchi si erano mutati in Dei dopo aver abbandonato le loro spoglie mortali, e come Dei erano venerati e riveriti. Cinquecento erano gli antichi re, l’ultimo sovrano era scomparso ormai secoli addietro, e nessun uomo vivente aveva più portato la corona del Regno. Tuttavia i cinquecento Dei continuavano ad esercitare il proprio potere, per boccadei loro servitori vestiti di bianco, perché i sacerdoti non si limitavano a recitare preghiere e a distribuire oracoli, ma erano i guardiani delle leggi e da loro proveniva l’autorità dei nobili del Regno di Wyriant. Ciò non voleva dire che tutti fossero soddisfatti di una simile situazione, no di certo.

Se nei libri di Egle Rizzo prevale l’immaginazione dell’autore, quelli della madre, Maria Cristina Sirchia, offrono citazioni documentate, costumi e tradizioni reali, cui si aggiungono arcani misteri. Utopia e incantesimo (Dario Flaccovio Editore, 2009) è un romanzo imponente che cancella il confine tra fantasy e fantascienza. “L’utopia non si trova in alcun luogo della terra e per cercarla bisogna entrare in un mondo fantastico – sostiene l’autrice. Volevo parlare della mia utopia e per farlo ho inventato il Regno dei Grandi Vulcani, Eilar il pittore, Alchemia la maga e tutti gli altri personaggi del romanzo. La mia predilezione per la letteratura fantastica risale all’infanzia. Ascoltavo incantata i racconti della mitologia greca e le leggende medioevali: Circe, Morgana e Alcina sono figure che rimangono impresse nella memoria anche se una cultura misogina le dipinge in maniera sinistra. In seguito leggere James Frazer, Robert Graves e Vladimir Propp mi ha aiutato a comprendere il significato antropologico di questi racconti”. Tra gli autori che ha più amato, il primo nome è “Egle Rizzo perché sa mescolare avventure e storie d’amore a un substrato di carattere sociologico. Il grande maestro ovviamente è Isaac Asimov. I testi che mi hanno ispirato non appartengono tutti allo stesso genere: ho tratto spunto dai libri di storia, dalla filosofia orientale, dai manuali di magia e da quelli di chimica”.

Utopia e incantesimo, Maria Cristina Sirchia
Utopia e incantesimo
Maria Cristina Sirchia

Utopia e incantesimo

Maria Cristina SirchiaEilar si soffermò ad osservare la miniatura che rappresentava la scomparsa del Continente Oceanico: si vedevano alte onde che sommergevano le città del regno perduto ed era di sicuro un’immagine suggestiva, ma lui avrebbe messo in primo piano i volti disperati degli uomini che lottavano per sopravvivere. Questo però si poteva realizzare solo avendo a disposizione una grande tela e non certo in una rappresentazione così ridotta, come poteva essere la decorazione minuziosa di un libro. Il ragazzo aveva uno sguardo assorto e cercava di valutare ogno singolo capitolo del manoscritto, ma non era facile tracciare il confine tra storia e leggenda: migliaia di anni erano trascorsi da quando i superstiti del cataclisma erano approdati alla Terra di Istar.

Ecco quindi cosa dovrà aspettarsi il lettore: “Mistero, amore, avventura, lotta per la libertà e la giustizia sociale, in un quadro medievale che non ospita né elfi né gnomi, in cui il passato si apre verso un futuro imprevedibile”. Elfi spassosi, cavalli parlanti e mostri alati, l’isola maledetta di Tebarka e lo stregone Pharaz che dichiara guerra per rubare le cinque gemme che proteggono le regioni: questa è invece l’ambientazione del nuovo fantasy della scrittrice marsalese Laura Sammartano Fèvre, Le gemme di Tebarka (Dario Flaccovio Editore, 2012 – Potete leggerne un estratto a pag 36). “Ho sempre amato questo genere – ha rivelato Laura – sin dalla prima volta in cui ho sfogliato le pagine de Il Signore degli anelli. Ho scelto di dedicarmi alla letteratura fantasy perché lascia spazio all’immaginazione, dandomi l’opportunità di portare alla luce mondi e personaggi che diventano credibili, che nella mente del lettore esistono davvero. Sono da sempre affascinata dal potere evocativo delle parole e mi diverte crearne sempre di nuove. Per un amante del fantasy è impossibile non essere influenzati dalla trilogia de Il Signore degli Anelli di Tolkien o dal Ciclo di Shannara di Brooks, piuttosto che da Le Cronache di Narnia di Lewis. Inoltre, la straordinaria penna di J.K. Rowling e il suo Harry Potter hanno ispirato alcune pagine del libro. Le Gemme di Tebarka abbraccia un pubblico che appartiene a un’ampia fascia di età (dagli otto ai cento anni, perché no?!) Quello che posso dire è che chiunque può approcciarsi al fantasy se c’è ancora il bambino che vive dentro ciascuno di noi”.

Sitael La seconda vita, Alessia Fiorentino
Sitael La seconda vita
Alessia Fiorentino

Sitael La seconda vita

Alessia FiorentinoOltre tutto ciò che conoscete voi, c’è Lycenell, una terra antica e lontana, circondata dal mare. Lycenell durò tre Ere, ognuna lunga trecento anni. Solo durante la Seconda Era si parla di Qurasch, una creatura più pericolosa di quanto non si sapesse allora, e che neanche il tempo avrebbe abbattuto. Si narra che suo padre fosse il Demonio in persona e che per questo lui fosse nato e vissuto in un alone di buio e di silenzio perenni, portando entrambi ovunque si recasse. Fu così che crebbe istruito solo dall’odio che provava e che lo portò infine alla pazzia. Ma si venne a sapere di lui solo quando tale pazzia sorse come una nuova minaccia per Lycenell. Dopo aver fondato da solo il regno di Goriahm, divenendo così Re, Qurasch clonò un esercito di creature come lui, che chiamò Varles. Nessuno seppe come fece, ma da quel giorno si venne alla conclusione che il figlio del Demonio era molto più che umano.

È sempre tra magia e avventura l’esordio della giovanissima scrittrice palermitana Alessia Fiorentino che nel 2011 pubblica La seconda vita , primo volume della trilogia del Sitael (il secondo volume ha recentemente vinto il Premio Racalmare Leonardo Sciascia 2012). Alessia ha scritto questo libro a quattordici anni, e in poco più di tre anni ha completato la trilogia: un romanzo all’anno in cui la crescita del protagonista segue la crescita anagrafica dell’autrice, che quando ha iniziato a scrivere, pensava solo a una storia fantasiosa, piena di viaggi, avventure e combattimenti, che non aveva mai trovato in nessun libro o videogioco. Non aveva nessuna idea di scrivere un romanzo così lungo né tanto meno una trilogia, ma andando avanti le venivano in mente nuove idee, tanto che mentre scriveva i primi capitoli aveva già delineato le trame dei tre volumi. Si tratta di romanzi pieni di magia, di forti emozioni e di crescita, che si svolgono a Lycenell, un mondo a metà tra il Medioevo cavalleresco e l’800 con macchine a vapore e polvere da sparo. “Del fantasy – dice Alessia – mi ha sempre attratto la possibilità di esplorare mondi onirici e avventurosi. Non è l’unico genere che leggo: va bene qualunque cosa contenga un po’ di paranormale, altrimenti mi annoio. I miei idoli sono parecchi, e ogni giorno mi insegnano qualcosa di nuovo sulla scrittura: J.K. Rowling, Holly Black e Cornelia Funke, ma anche autori cinematografici, come Hayao Miyazaki e J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber (creatori della serie televisiva Lost) che mi hanno colpita con la bellezza delle loro storie. Penso che i miei libri parlino a un pubblico di adolescenti e giovani adulti; io ero un’adolescente quando l’ho scritto, quindi non mi sono mai sognata di poter indirizzare la mia storia a qualcuno che fosse più grande di me. Eppure, con mia grande sorpresa, anche diversi adulti mi hanno detto di averla leta e apprezzata.”

Condividi l'articolo

Lascia un commento