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Artigianale, ecologico e cruelty free

I rifiuti di un uomo sono la ricchezza di un altro: artisti palermitani ci raccontano come si trasformano gli oggetti che ogni giorno buttiamo via

Orecchini di Valeria Leonardi, Basura

Il Natale è l’occasione di regalare ai vostri amici del cuore dei pezzi unici, creazioni introvabili nel resto d’Italia e che faranno capire alla persona amata quanto sia speciale per voi. La Bottega del Riuso può essere un buon punto di partenza per il vostro shopping ecosolidale.

Sono 50 gli artigiani che espongono nel piccolo negozio in via Caltanissetta. All’interno è possibile trovare oggetti e opere di artisti siciliani che, con la loro creatività, danno una seconda vita al materiale di riciclo. La bottega vuole essere un luogo di incontro di tutti coloro che oggi, in Sicilia, fanno dei rifiuti un’opera d’arte.

Ed è così che un vecchio vinile d’incanto può trasformarsi in un delicato orologio da parete, dei consunti pastelli in colorati orecchini, il tetra pack di una busta di latte in un portamonete alla moda, vecchie maglie in armoniose collane, il tutto senza mai lasciare immaginare cosa fossero prima della geniale trasformazione.

La Bottega del Riuso offre agli artisti uno spazio espositivo e di vendita diretta e allo stesso tempo concede ai passanti e ai clienti l’occasione di stupirsi e fare dei regali creativi, assolutamente sostenibili e a «Km 0». È nella crisi che sorge l’inventiva, che prendono vita le scoperte e le grandi strategie. E la pensano così anche altri designer palermitani, che hanno dato vita al consorzio Local designGruppo anticrisi n.°1.

Ci sono le borse ideate e realizzate esclusivamente per ospitare cani di piccola taglia, da portare in giro con sé, per il marchio Lecanùzzi, ovvero Salvatore Giacomo Notaro e Lejla Conti, ci sono i gioielli d’argento dai motivi floreali dalle reminiscenze Liberty di Desadorna e le sciarpe, stole e la linea mare di Irene Ferrara; i materiali di riciclo, come molle e bulloni, si alternano con l’ottone e l’argento nei gioielli di Vitalba Canino, mentre le PictureBags di Roberta De Grandi ospitano immagini fotografiche vintage stampate su tessuto.

Se la cintura è realizzata con il linoleum, ecco un prodotto Madeinpà, marchio di Ambra Di Trapani, mentre Marianna Vigneri è specializzata in un accessorio speciale, il grembiule.
Se amate le pietre e il design, i gioielli Bona dea fanno per voi. Una ricerca di materiali continua, una capacità di mixare pietre e metalli di assoluto gusto: queste creazioni sono perfette per donne e ragazze. La collezione autunno – inverno propone anche resina e bottoni.

Siete maniache delle borse? Gli oggetti Archigiana sono pezzi unici che nascono dalla volontà di unire il design all’artigianato. I materiali adoperati sono pelle, eco-pelle, legno uniti attraverso un processo di collatura e chiodatura. Le parti in legno vengono poi arricchite con diverse tecniche di decorazione quali la tarsia, il decoupage e l’utilizzo della pelle stessa.

A Palermo non si butta via niente. A ricordarcelo è Basura, in spagnolo spazzatura o materiale di scarto. Un eufemismo per non utilizzare il termine spazzatura, ormai desueto e sorpassato in una società orientata al riciclo. Ma Valeria Leonardi, trentenne friulana conquistata dalla “vivacità” di Palermo, non ha avuto paura e ha preso in prestito la parola ‘Basura’ per dare nome e farne il logo (con la U che sta al centro sormontata da un coperchio che richiama un cestino per la raccolta differenziata) a quella che da un anno è la sua attività: realizzare ecogioielli con materiale di scarto raccolto al mercato di Ballarò.

Già Ballarò, il mercato popolare in piena Albergheria a Palermo dove si trova di tutto. È lì che Valeria, insieme al suo fidanzato Giuseppe, palermitano doc, una volta la settimana va a raccogliere carta, polistirolo, poliuterano, cd, vinile, pet, vetro, lana e qualunque altro materiale di scarto per realizzare le sue creazioni.

“Ormai c’è chi non aspetta di vedermi aggirare tra i rifiuti a fine mercato – racconta con vivacità la giovane che ha esposto i suoi manufatti all’edizione 2011 di ‘Fa’ la cosa giusta’ -. Chi mi conosce sa come trovarmi e così quando ha materiale che potrebbe essermi utile mi chiama al telefono”. Del resto “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.

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