Mondellolido News

Mondellolido News


Verso la Favorita

Riprendersi la Favorita, trasformarla in un parco urbano in cui passeggiare, fare sport e picnic. Utopia o realtà?

“400 ettari di terreno che si estendono dalla Piana dei Colli al Pantano di Mondello… Viali ombrosi, esedre, spiazzi con sedili, fontane, frantoi, cantine… Verso le pendici del Monte, nella fitta boscaglia di leccio e lentisco che ospitava fagiani, pernici, beccacce, conigli, si snodava un accidentato percorso di caccia appositamente creato ed interrotto dalla presenza dei torrioni neogotici, destinati a deposito di armi e munizioni e al riposo”. Gli storici descrivevano così “Il Real Parco della Favorita” voluto da Ferdinando III nel 1798, in ricordo della omonima reggia di Portici, “perché, come quella, questa possa offrire la duplice attrattiva della caccia e della pesca”. Anni gloriosi che a poco a poco hanno lasciato spazio a degrado e fatiscenza fino a far diventare la Favorita una parte della città attraverso la quale si passa molte volte, ma che non si vive mai realmente. Un primo restyling era stato presentato già 15 anni fa da una giunta guidata da Leoluca Orlando.

Oggi l’intenzione dell’Amministrazione comunale è quella di realizzare uno spazio verde partecipato, con chiusura al traffico, almeno in parte. Un’area in cui sia possibile respirare a pieni polmoni, in pieno relax, distanti dallo smog cittadino. Uno spazio dove fare jogging, passeggiare durante le belle giornate di sole, fare sport, rilassarsi leggendo un libro e, perché no, organizzare un pic-nic. Come Central Park, insomma. Ma a Palermo. Il percorso di rinnovamento è fatto di molte tappe: il potenziamento delle reti elettrica, idrica e fognaria, il ripristino di alcuni cancelli storici e il recupero delle serre e dei torrioni. La chiusura alle auto è uno dei temi principali dell’iniziativa. Ed è subito una pioggia di sì.

Monte Pellegrino – Definito da Goethe “il più bel promontorio del mondo”, Monte Pellegrino costituisce da sempre un elemento caratteristico della città, per l’importanza che il monte ricopre sia dal punto di vista archeologico che naturalistico. Il nome “Pellegrino” deriva forse dalla denominazione che gli Arabi diedero al monte, Gebel grin, che significa monte vicino. Talmente vicino che sembra sovrastare la città. Monte Pellegrino dà il benvenuto a chiunque entri a Palermo. Imponente, lo si può ammirare sia quando si arriva in nave che dall’aereo. Salirvi è facile: quella da Mondello è la strada più semplice e conosciuta. Da questo lato la vista è spettacolare sulla spiaggia, il mare e la caratteristica sagoma dell’Antico Stabilimento. Chi vuole fare un’altra strada, può salire anche a piedi dall’altro lato della montagna, seguendo il sentiero della devozione: “l’acchianata”. Una volta arrivati in cima, fare una visita all’eremo della Santuzza è d’obbligo! Gli sportivi possono scegliere anche il sentiero che va su per la valle del Porco, e che parte proprio dalla Favorita.

Per Giuseppe Messina, portavoce di Legambiente, “la chiusura del parco alle auto è il punto finale di un progetto lanciato tanti anni fa”, quando si batté per la realizzazione del giardino alle Case Rocca, oggi diventato realtà. “Ma la Favorita – puntualizza Messina – è anche un concentrato di antica sapienza agraria che rischia di scomparire”. “Con il parco chiuso ci sarebbero meno rischi e potremmo ampliare le attività” – sostiene Giacomo Scognamiglio, del coordinamento “Palermo ciclabile”: “Attualmente, percorrere la Favorita in bici, in presenza delle auto, espone i ciclisti a rischi elevatissimi”.

Persino il Coni, con il presidente della sezione siciliana Giovanni Caramazza, ha promosso l’idea di un parco urbano cittadino che sia non solo fruibile da tutti, ma anche eclettico nelle sue funzioni. “Il mio sogno nel cassetto – dichiara Caramazza – è quello di realizzare il più grande impianto sportivo all’aperto, anche in vista della candidatura di Palermo a Capitale Europea dello Sport nel 2016”.

Spazio verde, un parco secondo i crismi più all’avanguardia e traffico in tilt? Forse no: un’ipotesi realizzabile potrebbe essere quella di una chiusura parziale per verificare l’impatto sulla viabilità del tratto che porta dalla zona balneare al centro città, lasciando libero un senso di marcia e permettendo così il transito. Per realizzare il sogno di un parco senza auto, tuttavia, saranno necessarie le risorse. L’assessore Barbera punta sulle economie dei fondi Fas (Fondi nazionali per le aree sottoutilizzate) e conta di trasformare il volto della Favorita prima che scada il suo mandato.

La chiusura del parco alle auto è vista con favore, ma occorre trovare una valida alternativa

“Fondamentale motore dell’azione è il confronto Monte Pellegrino con i cittadini”: ha sottolineato Giusto Catania, assessore alla Partecipazione del Comune, che ha spiegato che “il parco è già dei cittadini, e adesso è il momento di avanzare proposte per eventi e iniziative”. Hanno subito colto la palla al balzo i professionisti di “neu [noi]”, coworking nato e operante nel centro storico di Palermo. Loro è il blog interattivo versolafavorita.it, che è possibile visitare proprio per seguire i lavori, proporre, fornire spunti, commentare, in continuo aggiornamento anche con i social network più visitati.

“A inizio anno abbiamo preso parte a un Open Space Technology ai Cantieri Culturali della Zisa sul tema della riprogettazione del Parco – racconta Michelangelo Pavia, presidente di “neu [noi]” – “Dopo qualche mese di silenzio da parte dell’Amministrazione, abbiamo deciso di dare una mossa sia ai cittadini che ai politici, organizzando un incontro aperto alla cittadinanza e al mondo delle associazioni sul tema. Abbiamo chiesto all’amministrazione di presentare lo stato d’avanzamento del progetto al pubblico e, in quell’occasione, abbiamo avviato una serie di attività di incontri a scala ridotta su alcune tematiche legate al parco e al progetto. Le persone hanno reagito con enorme interesse – aggiunge Michelangelo – senza lesinare polemica e critiche per lo stato attuale del Parco e per il progetto presentato che è un po’ fumoso e incompleto”. “Stiamo raccogliendo idee e proposte – continua Giuseppe Castellucci, vice presidente di “neu [noi]” – “La nostra associazione, ci teniamo a sottolinearlo, vuole essere solo un tramite per facilitare il dialogo tra Amministrazione e cittadini”. Chi vuole riportare il Parco della Favorita ad essere Reale (e reale) può contribuire scrivendo la propria idea o progetto al blog www.neunoi.it/versolafavorita.it

Condividi l'articolo

Lascia un commento