Mondellolido News

Mondellolido News


Nero è il colore di Ustica

Ustica

Al Mare, al Mare! I bianchi gabbiani chiamano,
Il vento soffia, e le bianche schiume danzano.
J.R.R. Tolkien

Nero di lave antiche, che il sole ha ancor più bruciato con raggi implacabili. Un tempo, questo frammento di terra sperso nel mare era un vulcano bizzoso, che riversava fra le onde le pietre fuse nelle più profonde viscere del nostro pianeta. Poi, pian piano, si spense, ancora prima che qualcuno potesse averne memoria. Divenne uno scoglio, un approdo, un segnale geografico. Secondo un’antica leggenda, nella notte dei tempi vi avevano stabilito la propria dimora delle temibili sirene, all’apparenza bellissime donne, in realtà voraci e crudeli mangiatrici di uomini. Chi si lasciava incantare dal loro maliardo canto, finiva per infrangersi sugli scogli e veniva catturato dalle sirene che senz’altro lo spolpavano, spargendo poi le ossa per ogni dove. Al biancheggiare di scheletri abbandonati a calcinarsi al sole, si dovrebbe il macabro nome greco dell’isola: Osteodes, ossario. Meglio allora, rifarsi ai Romani che, per via del colore e della canicola, attribuirono all’isola il nome di Ustum, bruciato. Più che del nome, a dire la verità, gli antichi latini non si preoccuparono tanto, né alcun altro dopo di loro si diede troppa pena per Ustica. Per secoli e secoli, fu più che altro un luogo solitario e abbandonato, abitato da sparute colonie di avventurosi cercatori di fortuna o da tristi deportati.

Nel nero fanno capolino il verde e oro dei campi, il bianco e rosa delle case. Tutto intorno il blu del mare

Eppure è un luogo incantevole, di rocce corvine striate d’oro che precipitano in mare, di viottoli profumati di ginestra, di gerani che sbucano d’improvviso, sanguigni, dai vasi di coccio sugli usci, di case dai colori pastello su cui s’accendono, di quando in quando, le fantasie dei più diversi pittori.

Ustica

Ustica è collegata a Palermo ogni giorno da Ustica Lines e Siremar. Le due compagnie effettuano il servizio con traghetti e aliscafi, informazioni e acquisto biglietto sui siti internet. Nella parte alta del paese si trova il grazioso Residence Timeo (via Chiesa vecchia, tel. 3397133789, residencetimeo.it) con sette appartamenti di diversa dimensione. Gli ospiti hanno a disposizione un piccolo lido a Punta Spalmatore, raggiungibile con navetta gratuita. Diversi i ristoranti aperti durante la stagione estiva. Fra questi Schiticchio, nel cuore della parte vecchia dell’abitato e a sua volta in una vecchia casa in pietra. Serve piatti tipici della tradizione locale, anche pizzeria (via Tre mulini, tel. 091 8449662). Per spostarsi sull’isola si possono usare i bus del servizio pubblico locale o noleggiare una bicicletta elettrica (conveniente se ci si ferma più giorni). Il bus che effettua il giro dell’isola ha il capolinea sul corso principale, il noleggio biciclette è proprio di fronte.

Isola dura e dolcissima, Ustica incanta tutti quelli che vi giungono, navigando con pazienza da Palermo. Il tragitto per mare non è lungo, ma neanche breve. C’è tutto il tempo di abituarsi al rollio sordo del traghetto, un natante tozzo che solca caparbio le onde con onorevole abnegazione. Volendo, certo, si può prendere un moderno aliscafo ma si perderebbe, così, il gusto del viaggio per mare, dell’approssimarsi lento alla terra.

Sul ponte c’è chi sta immobile, la faccia al sole, per iniziare fin da subito a “prendere colore”, come si dice. I bambini, invece, non stanno fermi un attimo: cercano di liberarsi dalla presa salda di mani genitoriali e d’ignorare richiami e divieti di madri terragne e trafelate. Qualcuno scruta l’acqua, intento a ogni baluginio d’argentee pinne. Nel basso Tirreno non è difficile imbattersi nei delfini, e perfino nelle balene.

Le immersioni

La possibilità di effettuare immersioni molto interessanti e di diverso grado di difficoltà è il punto di forza di Ustica. Fra i centri diving segnaliamo Barracuda, che dispone di una barca diving da 15 posti e di un gommone da 12. Offre uscite full day con due immersioni al giorno e pranzo a bordo e, compatibilmente con le condizioni meteo, immersioni notturne. Tutti i subacquei, di qualsiasi livello, possono fare immersioni divertenti ed emozionanti, secondo i propri limiti e le proprie aspettative. La maggior parte dei punti di immersione si trova a pochi metri dalla costa, con profondità iniziale di 4 – 8 metri, che aumenta progressivamente. Ovunque si osservano tantissimi pesci che, ormai abituati alla presenza dei subacquei, si avvicinano spontaneamente a chi ha la pazienza di restare immobile. I pacchetti settimanali, in camera doppia, hanno un costo minimo di 490 € Se si desidera seguire un corso, le tariffe partono da 700 € www.barracudaustica.com

Gruppi di ragazzi stanno a guardia di giganteschi borsoni dall’aria professionale, con scritte, disegni e adesivi di note aziende sportive. Vanno a fare le immersioni, e guardano agli altri con la giovanile sufficienza di chi esplora mondi ignoti. A dire la verità, il mondo subacqueo di Ustica non è per nulla inaccessibile. Al contrario. L’acqua è così trasparente e pulita che perfino rimanendo a bordo di una barca basta guardare giù per scorgere i merletti delle rocce sottomarine, il lampo rosso delle gorgonie, il guizzo d’una cernia. E con una maschera e un boccaglio il gioco è fatto: sotto il pelo dell’acqua si estende un tesoro di spugne e margheritine di mare, le madrepore sembrano sistemate ad arte da un provetto decoratore. Dai ciuffi di alghe e coralli fanno capolino i pesci più diversi, mentre i barracuda si scatenano nella loro danza circolare. Nella Caletta, i pesci vengono a mangiare dalle mani dei bagnanti, come sapessero che qui nessun vorrà far loro del male.

E poi, a Ustica, non c’è mai confusione. Durante il giorno i visitatori si sparpagliano lungo la costa, per fare il bagno, esplorare le magnifiche grotte e i punti più suggestivi, dallo Scoglio del Medico alla “Piscina”. Nel silenzio battuto dal vento, ci si lascia cullare dalla risacca, e anche i richiami striduli dei gabbiani sono un canto. Ustica è isola per chi vuole pensare, oziare, amare il mare. In attesa che cali la sera, da salutare con il rito della granita al limone in piazza, prima di andare al “museo del cielo”, il faro di Punta Cavazzi. Basta alzare gli occhi verso la volta celeste per ammirare uno spettacolo straordinario: nel cielo vastissimo baluginano milioni di stelle, tante quante, altrove, è difficile vederne… ed è bello pensare che si siano date appuntamento qui, in questo preciso angolo di Tirreno, proprio sopra Ustica.

Condividi l'articolo

Lascia un commento